venerdì 18 gennaio 2019

Turismo in Ciociaria: perché scegliere una guida turistica professionista

Perché scegliere una guida turistica professionista quando si può prendere un "volontario"? 

Continuiamo oggi a parlare di turismo, affrontando un altro tema scottante: il turismo e la professionalità. E qui scoperchiamo un vero vaso di Pandora.

Prendersi cura di un visitatore a 360 gradi è lo scopo di chiunque lavori nel settore turistico. Soprattutto in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, dai social media, da Trip Advisor, è di fondamentale importanza la “recensione positiva”. La metto un po’ sullo scherzo, ma la realtà è questa: senza recensioni non si campa. Mi spiego meglio: lo scopo dell’addetto del settore turistico è (o dovrebbe essere) rendere l’esperienza del visitatore indimenticabile e magnifica, tanto da volerla condividere con gli altri e magari, perché no, far venire la voglia di sperimentarne una simile. Una recensione, un hashtag, una foto su Instagram, un tweet, sono oggi uno dei veicoli più potenti di comunicazione e pubblicità turistica.

Con questo non voglio certo dire che tutte le recensioni siano oro colato: alcune sono di certo senza senso, ma lo scopo è cercare di rendere l’esperienza del visitatore quanto più bella possibile.

Per un territorio che non ha certo una vocazione turistica forte come la Ciociaria è quindi di primaria importanza ottenere dalla rete una buona pubblicità, anche perché è il modo più veloce per far crescere il numero di visitatori. E di certo la visibilità e la buona pubblicità non si ottengono improvvisandosi, ma attraverso professionisti: dal ristoratore al curatore delle pagine web, dall’accompagnatore all’autista, dal pubblicitario alla guida turistica. Tutti gli attori del circuito turistico devono necessariamente essere professionisti. O dovrebbero. Ma cosa succede davvero nella realtà?

La realtà dei fatti non è sempre così “professionistica”, anzi non lo è quasi mai. Uno dei limiti e dei peggiori ostacoli al voler fare turismo in Ciociaria è proprio la mancanza di professionalità, soppiantata da una approssimazione ed improvvisazione degna delle migliori commedie comiche (da notare l’uso del termine “comico” mutuato dalla commedia greca). A volte infatti queste situazioni ci fanno sorridere, ma è un sorriso amaro, perché ognuno di noi nel proprio intimo sa che non è questo il modo corretto di agire.

Scommetto che a tutti è capitato almeno una volta di finire in una situazione tragicomica, partecipando ad un “evento culturale”: situazioni che possono essere le più disparate, ma di sicuro ciascuno di noi ha pensato, almeno una volta nella vita: “ma chi diavolo me l’ha fatto fare di venire?”

Certo la giornata storta può capitare a chiunque, non tutte le ciambelle escono con il buco e non tutti gli eventi escono bene. Ma alcune situazioni sarebbero evitabili. Sono evitabili. Basta che siano le persone giuste ad occuparsene. E qui iniziano i problemi.

Parliamo di visite guidate, il mio campo di lavoro. La guida è, per buona parte del tempo che un visitatore passa in un luogo, la “faccia” dell’azienda con cui lavora, del territorio che lo ospita, delle persone con cui entra in contatto. Non è solo “quello che parla e racconta la storia del posto”, ma è il vero anello di congiunzione tra il visitatore, il luogo e l’esperienza che si vive. Non basta quindi essere ferrati in storia dell’arte o archeologia per soddisfare un cliente. Ed ecco che entra in gioco la professionalità: essere una guida turistica professionista significa dover far i conti tutti i giorni con tali problematiche ed avere la preparazione necessaria per affrontarle e soddisfarle, preparazione acquisita con lungo studio, tirocinio, affiancamenti, esperienza pluriennale sul campo, certificati da un titolo abilitativo alla professione riconosciuto a livello legale in Italia e nell’Unione Europea.

Troppo spesso però sono stato testimone (e sicuramente anche voi) di eventi e tour guidati che non prevedevano affatto questa figura professionale nel team di operatori. Già la cosa è quantomeno da evitare (se non condannare) quando si tratta di eventi estemporanei, organizzati magari per feste e festicciole locali e che hanno un respiro culturale limitato, ma quando questa pratica viene portata avanti con turisti e visitatori che hanno fatto centinaia, migliaia di chilometri, la situazione è davvero critica.

Mi spiego meglio. Ogni evento culturale ha una progettazione, che dovrebbe partire da uno scopo da raggiungere. E qui nasce il primo problema: si è consci dello scopo? Far conoscere un luogo e valorizzarlo attraverso visite guidate (per un giorno, una settimana, un anno) dovrebbe essere lo scopo dell’organizzazione di determinati tipi di eventi. Dovrebbe, perché invece molte volte le motivazioni sono altre: ad esempio la volontà di mettersi in mostra (a livelli diversi) che crea solo un danno, compromettendo l’organizzazione e creando una situazione caotica e di incertezza.

Perso di vista il reale scopo quindi i problemi vengono a catena: come svolgere le attività? A chi affidare la progettazione di queste attività? A chi affidare le visite guidate?

Domande che spesso trovano risposta a caso. Anzi a volte trovano la risposta sbagliata: facciamolo fare a Tizio perché è forte in storia. Oppure: lo fa Caio perché lo fa spesso. Sorvoliamo sul discorso legale\retributivo (parliamo di lavoro nero senza abilitazione…totalmente abusivo) e soffermiamoci solo sulla parte più “etica”. Trovo questo modo di agire una mancanza di rispetto e una presa in giro bella e buona nei confronti dei visitatori ed anche dei tanti professionisti del settore. Ai turisti si da una impressione sbagliata, quella di un turismo raffazzonato, improvvisato, non professionistico, che danneggia il settore sotto molti punti di vista, dalla cattiva pubblicità alla esperienza negativa vissuta in prima persona dal cliente, per arrivare (caso estremo lo so) a problemi legali connessi alla mancanza di una qualsiasi assicurazione professionale: e se qualcuno scivola e si fa male? Cosa si fa? Il professionista ha la sua assicurazione, gli altri invece?

È una cosa intollerabile poi per chi ha scelto questa professione per sopravvivere. La faccio molto spiccia: le guide come me sono liberi professionisti, quindi se non lavorano non pagano le bollette. Per ogni “volontario”, “abusivo” o “appassionato” che guida un gruppo ci sarà una guida che quel giorno non lavora e non fattura. Inizio dal fattore economico perché troppo spesso sento dire che mancano i soldi per organizzare eventi e visite e quindi si chiama l’appassionato locale che lo fa gratis. Senza voler sminuire i volontari e gli appassionati (spesso parliamo di storici locali che magari hanno anche una preparazione incredibile), mi piacerebbe sapere qual è il loro lavoro: hanno fatto un corso di abilitazione a guida turistica? Userò una frase che va tanto di moda: ci rubano il lavoro. E purtroppo è vero. È chiaro che conviene di più risparmiare il compenso per la guida e chiamare qualcun altro. È eticamente corretto? No, di certo no. La guida professionista ha una partita IVA, paga regolarmente le tasse ed i contributi, ha investito tempo e denaro per una laurea, per un corso di specializzazione e per l’esame di abilitazione, continua ininterrottamente la sua attività di formazione ed aggiornamento. Si può dire lo stesso degli improvvisati?

Anche nei confronti del cliente, cosa pensereste se la guida presentandosi vi dicesse “buongiorno sono un medico\avvocato\ingegnere\cardiochirurgo ma oggi vi faccio da guida”? Vi sentireste più tranquilli e stimolati se invece vi dicessero “sono un archeologo e guida turistica abilitata e professionista”? Vi fareste operare da un archeologo? O vi fareste difendere in tribunale da uno storico dell’arte? E allora perché per ciò che concerne la cultura ed il turismo è diverso?

Non mi sto scagliando contro i volontari ed i vari storici locali, attenzione: anzi li considero una grande risorsa per il territorio. Ma a ciascuno il suo: la guida è guida, il volontario non è guida. Sarebbe bello e utile invece “sfruttare” le loro capacità, affiancandoli alla guida magari, collaborando per rendere l’esperienza ancora più unica. Ma senza sostituirsi ad essa.

Pensate poi a come devono sentirsi gli operatori del settore che si vedono soffiare il lavoro in questo modo: anni di studio gettati alle ortiche. Costretti ad “emigrare” ed andare a cercare lavoro in luoghi più “sviluppati” turisticamente come Roma, impossibilitati ad iniziare un qualsiasi discorso legato al territorio anche a causa di questa problematica. Per non parlare della frustrazione nel vedere gruppi con guide improvvisate: cosa ho studiato a fare allora se tutti possono farlo? Perché ho speso soldi e tempo per la mia preparazione? Avessi scelto medicina invece di archeologia…

La guida costa, è chiaro. Costa la sua formazione, costa perché è professionista, costa perché ha scelto questo come lavoro. Purtroppo non molto spesso questa professionalità viene riconosciuta, e la cosa peggiore è che spesso sono gli stessi enti pubblici a perpetrare questa situazione paradossale. Poche sono le realtà che hanno scelto di lavorare correttamente, scegliendo solo guide turistiche abilitate oppure coadiuvate dallo storico locale\volontario di cui sopra. Una di queste realtà, con cui collaboro ormai da parecchio tempo, è l’Associazione Culturale ViviCiociaria di Frosinone. La loro scelta è stata coraggiosa, ma i frutti dell’ottimo lavoro che svolgono sono sotto gli occhi di tutti. Provate a dare un’occhiata alle loro manifestazioni… E infatti è sempre un piacere lavorare con loro.

Scegliere una guida abilitata, boicottare ed evitare le manifestazioni in cui figure professionali non sono contemplate, criticare questa situazione non significa fare ostruzionismo e criticare a prescindere ogni cosa che si organizza nella nostra zona, ma al contrario è un voler affermare che anche la Ciociaria non è seconda a nessuno, che anche in Ciociaria si può organizzare e vivere una esperienza di alto livello, che le eccellenze esistono, e che non vogliamo più essere spettatori di una cultura dell’improvvisazione che tanto male ci ha fatto e continua a farci. Basta con l’improvvisazione, scegliamo la professionalità.

Fateci sapere cosa ne pensate, aspettiamo il vostro pensiero!

Grazie ad Alex Vigliani per la foto magnifica della visita guidata a Minturnae (LT) con i soci dell'Associazione Culturale ViviCiociaria http://www.viviciociaria.com/

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