domenica 13 gennaio 2019

Eremo dello Spirito Santo, Roccasecca: natura meditazione storia.

ExpressTour all'eremo dello Spirito Santo a Roccasecca

Oggi vi presentiamo questa nuova rubrica, “l’itinerario del giorno”. È domenica, una bella giornata, voglia di fare una passeggiata ma non sapete dove andare: ci pensiamo noi a risolvere il problema! In questa rubrica presenteremo vari itinerari, da fare in poche ore, oppure che occupano una giornata intera, percorsi e luoghi che, di sicuro, non vi verrebbero mai in mente!

Iniziamo con un itinerario che proprio oggi abbiamo percorso con gli amici dell’associazione culturale ViviCiociaria (www.viviciociaria.com): da Roccasecca al millenario eremo dello Spirito Santo.


Un po’ di storia. Roccasecca è famosa nel mondo per essere il luogo natale di San Tommaso d’Aquino, per il castello che domina il borgo, ma non certo per l’Eremo dello Spirito Santo (o della Santissima Trinità). Un luogo conosciuto e molto frequentato dai locali, ma non molto conosciuto tra i “turisti”. L’Eremo nasce probabilmente alla fine del primo millennio dell’era cristiana in una grotta a picco sulle gole del fiume Melfa, come luogo di raccoglimento e preghiera, in un periodo storico in cui il monachesimo ascetico ed anacoretico si sviluppavano anche nella media Valle del Liri. Ancora oggi si può percepire il misticismo che pervade il luogo, luogo che di certo favorisce la pace e la meditazione.


Il tempo totale della visita è di circa 3 ore, il percorso è adatto a tutti e presenta una difficoltà bassa. Sono fortemente consigliate scarpe da trekking. Si sconsiglia vivamente di affrontare la visita durante i mesi estivi o in giornate molto calde.

La partenza dell’escursione è via Roma, impropriamente chiamata Piazza Longa, luogo centrale della vita di Roccasecca, con parcheggi, luoghi di ristoro e bar. Piccolo excursus: non si può passare da Roccasecca senza assaggiare la tipica “Sfogliatella Roccaseccana”: dolce tipico che ricorda vagamente quella napoletana, ma di consistenza e sapore completamente diverso, con molto cioccolato all’interno al posto dei canditi, un MUST di questa terra, che si può trovare proprio nei locali di via Roma! Da via Roma si parte in direzione ovest proseguendo fino al Cimitero cittadino, per poi prendere l’incrocio con la SP 7, il “Tracciolino”. Dopo circa 800 m una curva ci fa affacciare sulle Gole del fiume Melfa, e lo spettacolo che ci si para dinanzi è davvero mozzafiato: il fiume con le acque dal colore smeraldino unico al mondo, la valle del Liri sulla sinistra, l’Eremo nostra destinazione abbarbicato sulla parete rocciosa, varie grotte carsiche dal colore rossiccio, una vegetazione lussureggiante. 

Dopo aver scattato una foto di rito, proprio in piena curva, imbocchiamo il sentiero che scende sulla sinistra con le indicazioni per raggiungere l’Eremo. Al termine del sentiero svoltiamo a destra, attraversiamo il ponte sul Melfa (ponte ricostruito dopo essere stato distrutto dalle truppe Tedesche durante la guerra) e svoltiamo subito a destra. Proseguiamo per circa 20\25 minuti lungo un sentiero brecciato che ci conduce fino all’Eremo.

L’eremo è diviso in tre parti: la chiesetta, la parte anticamente adibita ad orto, e l’Eremo vero e proprio. Salendo fino in cima, il corpo centrale è completamente scavato nella roccia: celle degli eremiti, letti, cisterne, tutto rigorosamente in calcare, a testimoniare una vita di sacrifici e privazioni. Incredibile il sistema di canalizzazione delle acque: attraverso una sorta di tubatura (calcarea) l’acqua che percolava dalla volta della grotta veniva, anzi viene raccolta (ancora perfettamente funzionante!) e condotta ad una piccola cisterna interna.

Un luogo adatto alla meditazione, in cui l’unico suono che si sente è il soffio del vento e il rumore del fiume sul fondo della gola. Siamo a pochi minuti da Roccasecca, ma la caotica vita di tutti i giorni ci sembra quantomai lontana. Una passeggiata che coniuga storia, religione, ma anche (e forse soprattutto) natura: il panorama che si gode lungo il sentiero, dall’Eremo, valgono da soli la scampagnata. E se poi siete fortunati, vi potete anche imbattere nella...transumanza delle mucche in pieno centro cittadino!

Sedendosi lì, ascoltando solo la voce del vento ed i propri pensieri, non si può non pensare a coloro che hanno vissuto questo posto, e un tantino invidiarli: hanno potuto godere di uno spettacolo unico.

Per informazioni potete contattarmi all'indirizzo matteo.zagarola@gmail.com

E voi, cosa ne pensate? Ci siete mai stati? Vale la pena visitare un luogo del genere? Fateci sapere!

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